La mia intervista nella programma televisiva su TELERAMA, canale 15.
Tema: "Violenza sulle donne".
100 donne l’anno si rivolgono allo centro antiviolenza della provincia di Teramo. Vittime della vessazione fisiche e psicologiche a volte impiegano anni per staccarsi dai loro aguzzini.
Cristina Bellocchio (psicologa e psicoterapeuta): “L’agenda è purtroppo sempre piena di appuntamenti con le donne.” “Ci sono uomini molto concentrati su loro stessi, uomini egoisti che non rispettano la donna e la considerano un oggetto da sfruttare. Non le riconoscono i suoi desideri, i suoi bisogni. Sono uomini che concentrano le relazioni su se stessi.”
Quanto è duro è arrivare qui per una donna?
Cristina Bellocchio: “E’ molto duro, molto difficile. Perche è arrivare qui e come voler dire Ho sbagliato qualcosa, ho fallito in qualcosa. E quindi da qui inizia il percorso di messa in discussione”.
Il vostro lavoro quale è a questo punto?
Cristina Bellocchio: “E’ quello di sostenere la donna, di farle capire che lei è la vittima. E che la violenza che ha subito era difficile da riconoscere”
Come si fa ad uscire dalla questa situazione?
Cristina Bellocchio: “Chiedendo aiuto ai centri antiviolenza o alle persone vicine perche poi la violenza psicologica si concretizza anche nel isolamento delle donne. L’isolamento, il silenzio comunque rende ancora più difficile di uscire dalla violenza ”
E i figli non si accorgono di nulla?
Cristina Bellocchio: “Si accorgono e soffrono”.

Cristina Bellocchio: “Allora le donne che si rivolgono al nostro centro subiscono violenza sotto tutti punti di vista. Abbiamo tantissime forme di violenza: violenza psicologica che è difficile da conoscere, la violenza fisica è un qualcosa di visibile e di riconoscibile perche la violenza fisica lascia dei segni tangibili – che può essere un livido, una rottura. La violenza fisica può essere testimoniata da un referto medico. Ma tutte le altre forme di violenza sono più subdole. Per esempio lo Stalking. Le donne vittime di stalking sono terrorizzate, più terrorizzate di quelle che vivono la violenza fisica”
Quanto tempo impiega una donna prima di rivolgersi ad un centro antiviolenza? Per quanto tempo subisce violenza?
Cristina Bellocchio: “Subiscono violenza per molto tempo. Ovviamente non tutti uomini sono uguali quindi le donne vittime di violenza da parte di questa tipologia di uomo sono diverse. Intanto ci sono delle donne che assolutamente non si lasciano sottomettere. Colgono subito i segnali delle violenza e scappano perché non riescono proprio a vivere in determinate situazioni. Ci sono donne invece molto più fragili e sensibili, che hanno un vissuto particolare. Quello che si riscontra, il comune dominatore è che queste donne hanno vissuto nella loro storia personale nella loro infanzia una situazione della trascuratezza emotiva dalla parte di uno dei due genitori. Questo non vuol dire che sono state picchiate. La stessa situazione la rivivono in qualche modo nella relazione di coppia e qui rimangono incastrate. Perché sono delle situazione che loro a qualche livello già conoscono. Si sviluppa una serie di meccanismi molto sottili e difficili da comprendere per la donna.”
La donna che subisce la violenza magari cerca una familiarità in una situazione difficile come quella che si crea in un rapporto di violenza?
Cristina Bellocchio: “Si. Ovviamente sono tutti meccanismi inconsci. Quello che si sviluppa in queste donne è la dipendenza affettiva. Molte persone chiedono: ma come mai questa donna subisce la violenza fisica, violenza psicologica per anni? E’ perché alla base c’è la dipendenza affettiva. E quindi noi psicologi qui al centro antiviolenza lavoriamo proprio su questo e su tutta una seria di meccanismi che si mettono in atto. Vorrei fare qualche esempio. Queste donne si sentono in colpa che la loro relazione è violenta. Si sentono in colpa se loro marito le aggredisce anche verbalmente. E questo è un segnale tipico di quanto loro sono state vittimizzate. In quanto questi uomini agiscono proprio sull’autostima. Colpiscono l'indegnità personale della donna distruggendola proprio al livello psicologico. Per qui sono donne non riescono a prendere le decisioni consapevoli. E poi una cosa importante che ritroviamo in tutte le donne è l’isolamento. Nel senso che questi uomini isolano le loro donne dai contatti sociali: dagli amicizie, dai famigliari. Per cui la donna si trova sola ed isolata.”
L’ atteggiamento della donna che subisce la violenza cambia se ha dei figli oppure no?
Cristina Bellocchio: “Non sempre. Perche a volte queste donne sono molto concentrate sul rapporto di coppia e rimangono molto tempo con questi uomini maltrattanti. Spesso sono anche minacciate. Quindi il fatto di avere i figli rappresenta un ostacolo per liberarsi dalla violenza. Per esempio: “Se mi lasci mi vendico sui figli”. Oppure: “Ti tolgo i figli”. E poi il fatto della dipendenza economica incide. “
Sono spesso donne che non lavorano? Comunque dipendono dal marito?
Cristina Bellocchio: “Si. Anche se nel momento in cui la donna con figli chiede aiuto, soprattutto con figli minori viene sostenuta al livello sociale. Viene aiutata. “
Una donna che si rivolge ad un centro antiviolenza dopo quanto tempo riesce ad uscire dalla situazione di violenza? E in che modo? Succede magari restando con un compagno violento oppure in maggior casi devono abbandonare il proprio famigliare?
Cristina Bellocchio: “Questo è un altro lavoro che noi facciamo. Da una parte queste donne si vogliono liberare dalla violenza quando vengono qui. Dall’altra non sanno come farlo, quali strumenti utilizzare. E molte ci dicono proprio questo: Se lui possa cambiare. E ci raccontano che loro negli anni hanno fatto di tutto per farlo cambiare. Perche pensano che questi uomini hanno delle problematiche personali. Sono donne quasi eccessivamente altruiste che vogliono aiutare e salvare l’altro. E classico atteggiamento della “Crocerossina”. Questi uomini purtroppo non cambiano. E questo lo voglio dire. Cambiano ma in peggio. Inoltre la donna si trova all’interno della spirale della violenza dove proprio uomo promette di cambiare. E questo le incastra. Sono relazioni dove si alterna amore e disprezzo. Quando dico che è difficile a riconoscere la violenza è proprio per questo. Che questi uomini hanno ogni tanto anche dei atteggiamenti di altruismo, di amore, di affetto, chiedono scusa, promettono di farsi aiutare, promettono di cambiare. E la donna è sempre pronta a perdonare. Questo perche quando la donna ha conosciuto questo uomo nella fase iniziale era sempre bella sempre positiva – la classica “Luna di miele”. Poi l’uomo è aggressivo, è violento, la controlla.
Non si manifestano subito questi sintomi all’inizio di un rapporto?
Cristina Bellocchio: “Possono esserci dei piccoli campanelli di allarme. Però all’inizio uomo si mostra con le sue caratteristiche più positive. Una volta che la donna si è innamorata, si è legata subentrano questi comportamenti di disprezzo. Per esempio la violenza sessuale, che le donne subiscono a volte. Che non è un classico stupro ma il posizione che rapporti sessuali avvengono contro la loro volontà. E loro vengono minacciate che se non si sottomettono lui la lascerà e troverà una donna più disponibile. “
Quante donne sono uscite grazie al vostro aiuto dalle queste situazioni di violenze?
Cristina Bellocchio: “Molte donne. Ogni donna ha una storia, ha un modo diverso per uscire dalla violenza. Noi ci occupiamo della violenza in genere nella famiglia ma ci sono anche le ragazzine giovani che vivono il rapporto di violenza con i loro fidanziato. Ci sono donne che sono venuto qui e ci hanno raccontato di aver subito la violenza dal padre. La violenza fisica o psicologica. Ci sono donne che hanno subito le violenze da giustizia o lo Stalcking. Non possiamo dire che tutte le storie sono uguali. E cosi come i percorsi di uscita. Sono tante donne coraggiose che hanno voglia di vivere. Quindi in qualche modo loro trovano sempre il modo di uscire. Quando vengono qui poi noi curiamo anche traumi subiti. Alcune donne sono separate ma sono totalmente traumatizzate hanno perso se stesse. Perché hanno vissuto la vita che non era loro. Perche questi uomini poi concentrano la relazione su loro stessi. Per cui la donna non viene più considerata dal uomo, i suoi bisogni suoi desideri vengono annientati. Anzi è lei che si deve completamente dedicare ai caprici di questi uomini.”